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Antigone
opera tragica atto unico,
tratto da Antigone di J. Anouilh, regia di Oberdan Cesanelli.
Morrovalle (Teatro Municipale), 11 marzo 2006 (Prima)

NOTE SULL’AUTORE
Jean Anouilh (Bordeaux 1910 – Losanna 1987)
Commediografo francese autore di una trentina di testi teatrali
(commedie nere, rosa, brillanti, drammatiche, in costume), ha
riscosso in Francia un durevole successo di pubblico grazie allo
stile brillante e alla scelta dei temi: le sofferenze legate ai
rapporti familiari, la solitudine dell’individuo, le delusioni
dell’amore, l’inferno della vita di coppia. Acquistata notorietà con
Il viaggiatore senza bagaglio (1937) e La selvaggia (1938), si
impose definitivamente con Euridice (1942) ed Antigone (1944),
ispirate a temi classici. Tra le opere ricordiamo L’allodola (1953),
Beckett e il suo re (1959) e L’arresto (1975).
NOTE SULL’OPERA
Antigone, figlia di Edipo, è una principessa tebana; una donna
giovane, sensibile, vitale che ama, corrisposta, il nobile Emone.
Davanti a lei si apre un futuro ricco di felicità.
Eppure rinuncia a tutto questo pur di restare fedele ai propri
valori. Non cede ai cinici compromessi dettati dalla “ragion di
stato” e sfida, a costo della vita, la legge morale del sovrano
Creonte, suo zio e padre di Emone. Una legge che le impone di non
dare sepoltura al fratello Polinice, colpevole di aver assediato la
città di Tebe. Rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1943,
durante l’occupazione tedesca della Francia, l’Antigone rivela
l’angoscia della guerra, lo sgomento davanti alla violenza,
l’umiliazione, la paura.
Sono, infatti, profondamente “soli”, nelle opposte motivazioni che
li muovono, nel loro sentire, i due grandi protagonisti del testo:
Antigone, simbolo della lotta per i grandi ideali, per i valori
umani, per le utopie e Creonte, portavoce della ragion di stato, un
uomo disilluso che ha accettato l’incarico di sovrano come “un
operaio che accetta un lavoro”.
NOTE DI REGIA
Il regista ha inteso dare una connotazione di attualità e modernità,
nei costumi e nelle musiche, ad un antico testo teatrale, pur
mantenendo vivi alcuni elementi tradizionali delle rappresentazioni
greche classiche, rimanendo legato alla figura del coro che assurge
il ruolo di narratore della vicenda, ma che allo stesso tempo è
partecipe e coinvolto nella tragedia vissuta dai personaggi.
Con l’allestimento scenico, volutamente neutro anche nel colore
negli oggetti quotidiani, si è voluto universalizzare un dramma
comune ad ogni epoca storica: il conflitto tra l’ideale e la ragion
di stato, tra l’impulsività e la ragione. La recitazione varia dai
toni accesi dei dialoghi tra Antigone e Creonte ai sospiri intimi e
confidenziali tra la protagonista e la nutrice, creano un ritmo
vario, ma sempre carico di suspance e tensione.
INTERPRETI - CAST
| ANTIGONE |
Sara Muzi |
| CREONTE |
Cristian Natali |
| ISMENE |
Federica Sacchini |
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NUTRICE |
Graziella Del Monte |
| EMONE |
Giampaolo Fermanelli |
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GUARDIE |
Federico Mancini
Tiziano Minciacca
Maurizio Croia |
| CORO |
Lucia Balzi
Rosita Platinetti
Rosanna Ridolfi
Rosaria Ridolfi |
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REGIA |
Oberdan Cesanelli
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